RICERCHE di VERITÀ - DECRIPTARE la BIBBIA

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La Creazione e i suoi “geni”
Guardando il cielo di notte lontano dalla città il quadro dell’universo è firmato? C’è una traccia; “Qualcuno” l’ha creato? Uno scritto antico, la Bibbia, sostiene di contenerne progetto. Uno, mosso da curiosità investigativa alla “Sherlock Holmes”, allora, si potrebbe chiedere: ci sono indizi lasciati dall’Autore visto che il Creatore dalla Bibbia è descritto con aspetti antropomorfi? Potrebbe aver lasciato tracce del suo DNA o qualcosa del genere? In un certo senso la Torah sostiene che ciò sia accaduto proprio con le 22 lettere dell’alfabeto ebraico con cui è scritta,
Queste infatti secondo l’idea rabbinica sono contenitrici del Suo Spirito che si sprigiona nello scrutarle. Vale la pena provare a seguire questo pensiero …
 
I VANGELI per i Romani
 
Come arrivò il Cristianesimo a Roma capitale dell’Impero?
 
I Vangeli tacciono e gli Atti degli Apostoli su tale argomento sono reticenti, eppure è questione di grande interesse e rilevanza per la storia successiva. Poche e criptiche sono le notizie ufficiali. Occorre seguire con attenzione quei testi specialmente il Vangelo di Marco che secondo la tradizione riporta le catechesi di Pietro a Roma. C’è come un segreto che aleggia negli Atti degli Apostoli e non riporta molte vicende che in contemporanea si sviluppavano a Roma grazie a Pietro e Marco, che stava introducendo la nuova fede che poi ha portato tanti frutti. Leggiamo con attenzione quei testi e cosa dicono al riguardo i padri della Chiesa e gli autori latini…  
 
Il corpo per sempre
 
Intendo rispondere alla domanda del Salmo 8 che ai versetti 4 e 5 si domanda: “Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi?” Per rispondere a “che cosa è mai l’uomo” mi avvalgo di quanto dice la Bibbia, leggendo anche nel testo ebraico le parole che riguardano tale tema col metodo di decriptazione di inserito nel mio Sito in “Parlano le lettere”. Di fatto l’uomo è un tutt’uno corpo e spirito che nasce e si sviluppa in una placenta nella pancia della mamma e poi nell’ambiente di questo mondo, passa in un corpo che da quello del feto si forma e cresce per poi, finita la vita terrena, secondo la fede, diventare un corpo glorioso. Vediamo cosa dicono le Scritture.
L’uomo diviene Uomo; da ‘Adam a ‘Ish
La prima parola che Dio Disse a Mosè, un ebreo egiziano quando si rivelò nel roveto ardente fu ‘anochi in ebraico “io sono” e in egiziano indica la “chiave della vita” detto ANKH .Seguendo pensieri egizi ed ebraici che si trovano nella Torah che dice che le origini di Mosè col suo popolo sono strettamente connesse alla cultura egiziana si passa ad analizzare come Dio secondo quei testi si propone in modo comprensibile per far intendere che quanto di mitico sul credo della vita oltre la morte propria dei faraoni vuole essere il dono per tutti gli uomini. Sublimando attraverso la storia della salvezza dell’A.T. e i Vangeli quanto ci racconta Genesi 1 e 2 l’uomo, ’Adam, “uno dal sangue” davanti a sé ha certamente un passaggio, sarà un morto, cioè ha “vita finita” in questa terra, ma se accetta l’elezione dell’alleanza con Dio, diviene “all’Unico simile” quindi, sarà come il primogenito dai morti, Gesù Cristo, “uno che sarà risorto” quindi, sarà ‘ish”; seguiamo quei pensieri qui proposti…
← La “risurrezione” sotto l’occhio della fisica
 
Mi sono chiesto: come si propone la “risurrezione” come evento fisico nel mondo della fisica? Gli enormi sviluppi apportati dalla teoria della relatività ormai comprovata e l’apertura del grande nuovo mondo della meccanica quantistica chiedono di aprire tali finestre e traguardare quel fenomeno alla luce di tali nuovi strumenti offerti alla ragione. Scienza e fede che hanno presentato nell’ultimo millennio rapporti anche conflittuali a mio avviso da tale riscontro di cui parlo nell’articolo potrebbero trovare nuovi spiragli di discussione e aprirsi a una seria e costruttiva collaborazione per cui è il caso di verificare…
Il “Sacro Lenzuolo”
Dopo aver scritto l’articolo n° 268, “La risurrezione sotto l’occhio della fisica”, è sorta spontanea la domanda: ci sono tracce che possano essere considerate serie prove indiziarie del “fenomeno” della “risurrezione” attribuito dai Vangeli al corpo di Gesù di Nazaret? Ora, quegli scritti evangelici oltre che del sepolcro vuoto parlano di un altro elemento, un lenzuolo di lino, detto “sindone”, che avvolse quel corpo e fu l’ultimo vestito “bianco” che avvolse il corpo nudo di Gesù morto, per cui è da inquisire su questo. Ecco che ho cercato di approfondire quanto riferito su quel lenzuolo che, come dicono quei testi, fu ritrovato nel sepolcro vuoto e per certo non fu là abbandonato, ma è da ritenere fu conservato come reliquia santissima. Presto se ne persero le tracce ufficiali, ma non poteva che essere un reperto gelosamente conservato in posto segreto e noto solo a pochi iniziati difeso in ogni modo con la vita. Da quanto è stato sinora osservato scientificamente, nonostante una cieca avversione per quel Sacro Telo di Torino, quel lino è testimone verace e credibile quale “Vangelo della Passione” attestante la “buona notizia” della resurrezione. Con questo articolo mi sono proposto di presentare alcuni interessanti aspetti connessi anche al mondo ebraico e alle Sacre Scritture …
 
I lini del Santo Sepolcro
 Dopo aver scritto l’articolo n° 268, “La risurrezione sotto l’occhio della fisica” e i 269, su “Il Sacro Lenzuolo” oltre al telo della sindone ho portato la mia attenzione ai lini del Santo Sepolcro a partire dal sudario che asciugò sangue e sudore del Suo viso. Ho atteso a ciò dopo un approfondimento attento del parallelo proposto da Gesù di sé col Tempio e del Suo corpo col velo tra il Santo e il Santissimo dove si presentava la Shekinah di Dio. Questo scritto passa poi a esaminare vari aspetti, sia del “Sagrado Rostro” o “telo di Oviedo”, sia del “Santo Volto di Manoppello e le ricostruzioni delle tracce di sangue e delle immagini del volto asciugato e dei tanti riscontri con quello della Sindone di Torino. Si comprende come “il discepolo che Gesù amava” credette, come dovrebbe fare ciascuno alla vista di quelle sacre prove quando entrando nella tomba vide il lenzuolo afflosciato e in trasparenza il volto del suo Signore con la “vera icona” del sudario di Manoppello lasciato come sigillo dell’autore della creazione e della risurrezione posto sul sudario di Oviedo ripiegato a parte…
281 I tempi del “terrore all’intorno”
 
La pandemia del Covid ha creato tutto intorno una situazione d’inconsueto timore con aspetti “biblici” per la sua dimensione tipo “diluvio”. Da ciò a pensieri escatologici il passo è stato breve come pure passare ili parallelo col timore della Geenna, per cui sono andato ad indagare su quel luogo e quanto in questo si verificò. Si trova che quel luogo porta a ricordare l’ira di Dio per l’idolatria che sancì chiaramente il tradimento dell’Alleanza da parte anche del Regno del Sud, quello di Giuda. Vi bruciavano in olocausto a Molok i propri figli “passandoli per il fuoco” e quella Valle fu chiamata Valle di Ben Hinnon, che propongo essere il “figlio dell’oracolo”. Tale pensiero vien fuor motivatamente visto che proprio il re di Giuda, Achaz, vi bruciò il figlio primogenito che altri non era che il figlio della a’lmah, ossia potenzialmente quello della profezia dell’Emmanuele di Isaia 7,14 che, di fatto, “fu scartato dai costruttori”. Poi mi sono addentrato a scrutare profezie dell’A. T. che in modo evidente, Daniele docet, sono rivolte all’attesa della venuta dell’Emmanuele, il Cristo annunciato dai Vangeli.
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